DETRAZIONI FISCALI PER IL RISPARMIO ENERGETICO (EX 55%)

La Legge di Bilancio 2018 (Legge 27 dicembre 2017, n. 205 Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.302 del 29-12-2017 – Suppl. Ordinario n. 62) ha prorogato le detrazioni fiscali per il risparmio energetico, apportando importanti novità in materia (articolo 1 comma 3 della legge). Tra queste novità, anche la riduzione della detrazione dal 65 al 50% per alcuni interventi e l’introduzione di nuovi interventi agevolati.

L’agevolazione fiscale consiste in detrazioni dall’Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche) o dall’Ires (Imposta sul reddito delle società) ed è concessa quando si eseguono interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti.

In particolare, la normativa individua alcune categorie di interventi agevolabili:

1) Riqualificazione energetica di edifici esistenti – detrazione massima 100.000 €. Importo della detrazione confermato al 65%.

2) Interventi sull’involucro dell’edificio (coibentazioni, pavimenti, finestre comprensive di infissi) – detrazione massima 60.000 €. Importo della detrazione confermato al 65% per le coibentazioni, ridotto al 50% per le finestre comprensive di infissi.

3) Acquisto e installazione di impianti solari termici – detrazione massima 60.000 €. Importo della detrazione confermato al 65%.

4) Sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto prevista dal regolamento delegato (UE) n. 811/2013 della Commissione, del 18 febbraio 2013 – detrazione massima 30.000 €. Importo della detrazione ridotto al 50% dalla Legge di bilancio 2018, ma mantenuta al 65% nel caso di contestuale installazione di sistemi di termoregolazione evoluti, appartenenti alle classi V, VI oppure VIII della comunicazione della Commissione 2014/C 207/02, o con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, assemblati in fabbrica ed espressamente concepiti dal fabbricante per funzionare in abbinamento tra loro, o per le spese sostenute all’acquisto e posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione. Nota bene: sono quindi escluse dall’agevolazione le caldaie a condensazione di classe inferiore alla A.

5) Acquisto e posa in opera delle schermature solari elencate nell’allegato M del decreto legislativo n. 311/2006 – detrazione massima di 60.000 euro. Importo della detrazione ridotto al 50% dalla Legge di bilancio 2018.

6) Sostituzione integrale o parziale del vecchio impianto termico con pompe di calore ad alta efficienza – detrazione massima di 30.000 euro. Importo della detrazione confermato al 65%.

7) Sostituzione degli scaldaacqua tradizionali con scaldaacqua a pompa di calore per l’acqua calda sanitaria – detrazione massima di 30.000 euro. Importo della detrazione confermato al 65%.

8) acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili – detrazione massima di 30.000 euro. Importo della detrazione ridotto al 50% dalla Legge di bilancio 2018.

9) acquisto e posa in opera di microcogeneratori che comportino un risparmio di energia primaria di almeno il 20% – detrazione massima di 100.000 euro. Importo della detrazione 65% (novità introdotta dalla Legge di bilancio 2018).

10) Installazione di dispositivi di building automation per il controllo da remoto degli impianti termici, che consentano la gestione automatica personalizzata degli impianti di riscaldamento o produzione di acqua calda sanitaria o di climatizzazione estiva, compreso il loro controllo da remoto attraverso canali multimediali, eseguiti indipendentemente dalle installazioni e sostituzioni di impianti di climatizzazione invernale. Detrazione: 65%.
Importo massimo: non previsto.

Beneficiari

Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti residenti e non residenti, anche se titolari di reddito d’impresa, che possiedono, a qualsiasi titolo, l’immobile oggetto di intervento (sono escluse imprese di costruzione, ristrutturazione edilizia e vendita, per le spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica su immobili “merce”). In particolare, sono ammessi all’agevolazione:
1- le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni
2- i contribuenti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali)
3- le associazioni tra professionisti gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale.

Condomini

La Legge di bilancio 2018 mantiene le novità riguardanti i condomini, introdotte dalla Legge di bilancio 2017. Per gli interventi di riqualificazione energetica relativi a parti comuni degli edifici condominiali o che interessino tutte le unità immobiliari del singolo condominio, la misura della detrazione al 65 per cento è confermata fino al 31 dicembre 2021. In questi casi la misura della detrazione è ulteriormente aumentata nel caso di interventi che interessino l’involucro dell’edificio (70 per cento) e di interventi finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale e estiva e che conseguano determinati standard (75 per cento). Le detrazioni sono calcolate su un ammontare complessivo delle spese non superiore a 40.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio. Qualora gli stessi interventi siano realizzati in edifici appartenenti alle zone sismiche 1, 2 o 3 e siano finalizzati anche alla riduzione del rischio sismico determinando il passaggio a una classe di rischio inferiore, è prevista una detrazione dell’80%. Con la riduzione di 2 o più classi di rischio sismico la detrazione prevista passa all’85%. Il limite massimo di spesa consentito, in questo caso passa a 136.000 euro, moltiplicato per il numero di unità immobiliari che compongono l’edificio.

Cessione del credito di imposta. La legge di Stabilità 2017 ha stabilito che per gli interventi di riqualificazione energetica delle parti comuni degli edifici condominiali, realizzati dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021, i condomini possono cedere la detrazione ai fornitori che hanno effettuato gli interventi nonché a soggetti privati, con la possibilità che il credito sia successivamente cedibile. Rimane esclusa la cessione ad istituti di credito ed intermediari finanziari. Tali detrazioni sono usufruibili anche dagli IACP, comunque denominati, per gli interventi realizzati su immobili di loro proprietà adibiti ad edilizia residenziale pubblica. La Legge di Bilancio 2018 ha esteso la possibilità della cessione del credito anche alle singole unità immobiliari.

Per maggiori informazioni

Per maggiori dettagli si veda la Guida dell’Agenzia delle entrate Le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico, edizione di settemre 2017 [siamo in attesa che venga pubblicata la guida recante le modifiche apportate dalla Legge di Bilancio 2018].

Sito dell’ENEA.

DETRAZIONI FISCALI DEL 50% PER LE RISTRUTTURAZIONI (EX 36%)

La Legge di Stabilità 2018 Legge di Bilancio 2018 (Legge 27 dicembre 2017, n. 205 Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.302 del 29-12-2017 – Suppl. Ordinario n. 62) ha prorogato le detrazioni fiscali del 50% per le ristrutturazioni edilizie.

È possibile detrarre dall’IRPEF una parte degli oneri sostenuti per ristrutturare le abitazioni e le parti comuni degli edifici residenziali situati nel territorio dello Stato. Per gli interventi di ristrutturazione la Legge di Stabilità 2018 le ha prorogate nella misura del 50% per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2017. Per tutta la durata della proroga l’importo massimo di spesa ammessa al beneficio sarà di 96.000 euro. Al termine della proroga, cioè per le spese sostenute a partire dal primo gennaio 2019, le detrazioni, a meno di una nuova proroga, torneranno ad essere del 36% e l’importo massimo di spesa ammessa al beneficio tornerà a 48.000 euro.

L’ammontare complessivo della spesa va suddiviso fra tutti i soggetti che l’hanno sostenuta e che hanno diritto alla detrazione. La detrazione deve essere ripartita in dieci quote annuali di pari importo, nell’anno in cui è sostenuta la spesa e in quelli successivi.

Beneficiari

Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), residenti o meno nel territorio dello Stato. L’agevolazione spetta non solo ai proprietari degli immobili ma anche ai titolari di diritti reali/personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese: proprietari o nudi proprietari, titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie), locatari o comodatari, soci di cooperative divise e indivise, imprenditori individuali (per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce), soggetti indicati nell’articolo 5 del Tuir che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari) alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali. Ha diritto alla detrazione anche il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento, purché sostenga le spese e siano a lui intestati bonifici e fatture. In questo caso, ferme restando le altre condizioni, la detrazione spetta anche se le abilitazioni comunali sono intestate al proprietario dell’immobile e non al familiare che usufruisce della detrazione.

Interventi relativi al  risparmio energetico

Sono ammessi alla detrazione anche gli interventi finalizzati al conseguimento di risparmi energetici, compresi a tutti gli effetti gli interventi di realizzazione di impianti a fonti rinnovabili. Rientra quindi tra i lavori agevolabili l’installazione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica, in quanto basato sull’impiego della fonte solare e, quindi, sull’impiego di fonti rinnovabili di energia (vedi risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 22/E del 2 aprile 2013). Per usufruire della detrazione è però necessario che l’impianto sia installato per far fronte ai bisogni energetici dell’abitazione (cioè per usi domestici, di illuminazione, alimentazione di apparecchi elettrici, eccetera) e, quindi, che lo stesso sia posto direttamente al servizio dell’abitazione.

Misure antisismiche

Con riferimento agli interventi relativi all’adozione di misure antisismiche a decorrere dal 1° gennaio 2017 fino al 31 dicembre 2021 viene prevista una detrazione del 50 per cento, ripartita in cinque quote annuali di pari importo nell’anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi. Tale beneficio si applica non solo agli edifici ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2), ma anche agli edifici situati nella zona sismica 3 (in cui possono verificarsi forti terremoti ma rari). Qualora dalla realizzazione degli interventi relativi all’adozione di misure antisismiche derivi una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio ad una classe di rischio inferiore, la detrazione di imposta spetta nella misura del 70 per cento della spesa sostenuta. Ove dall’intervento derivi il passaggio a due classi di rischio inferiori, la detrazione spetta nella misura dell’80 per cento. Qualora gli interventi relativi all’adozione di misure antisismiche siano realizzati sulle parti comuni di edifici condominiali, le detrazioni di imposta spettano, rispettivamente, nella misura del 75 per cento (passaggio di una classe di rischio inferiore) e dell’85 per cento (passaggio di due classi). Le detrazioni si applicano su un ammontare delle spese non superiore a 96.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio.
Per tali interventi, analogamente a quanto previsto per gli interventi per le riqualificazioni energetiche di parti comuni degli edifici condominiali, a decorrere al 1° gennaio 2017, in luogo della detrazione i soggetti beneficiari possono optare per la cessione del corrispondente credito ai fornitori che hanno effettuato gli interventi nonché a soggetti privati, con la possibilità che il credito sia successivamente cedibile.
Anche in questo caso, è esclusa la cessione ad istituti di credito ed intermediari finanziari. Tra le spese detraibili per la realizzazione degli interventi relativi all’adozione di misure antisismiche, a decorrere dal 1° gennaio 2017, rientrano anche le spese effettuate per la classificazione e verifica sismica degli immobili.
Le nuove detrazioni previste per le misure antisismiche degli edifici non sono cumulabili con agevolazioni già spettanti per le medesime finalità sulla base di norme speciali per interventi in aree colpite da eventi sismici.

Bonus mobili

Nel caso di ristrutturazioni e limitatamente agli interventi avviati dal 1° gennaio 2017, viene riconosciuta una detrazione del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore ad A+ (A per i forni), per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica, finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione è calcolata su ammontare massimo di 10.000 euro.

Per maggiori dettagli si veda la Guida Ristrutturazioni edilizie: Guida alle agevolazioni fiscali, edizione febbraio 2017, dell’Agenzia delle entrate

Per il bonus mobili si veda la Guida: Bonus mobili ed elettrodomestici edizione gennaio 2017.

CONTO TERMICO 2.0

Il Conto Termico 2.0, D. M. 16 febbraio 2016, è un incentivo destinato agli interventi per l’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili. E’ entrato in vigore il 31 maggio 2016, come supplemento al DM 28/12/2012 (prima versione del Conto termico), e individua come beneficiari le Pubbliche amministrazioni, le imprese e i privati.  I fonti a disposizione sono 900 milioni di euro annui, di cui 700 per i privati e 200 per le PA.
Il Conto termico 2.0 prevede alcune novità rispetto alla precedente versione dell’incentivo, tra cui: ampliamento delle modalità di accesso; ampliamento dei beneficiari (sono comprese anche le società in house e le cooperative di abitanti); nuovi interventi di efficienza energetica incentivabili; aumento della dimensione degli impianti incentivabili; semplificazione della procedura di accesso diretto per gli apparecchi a catalogo; innalzamento del limite per la loro erogazione in un’unica rata (dai precedenti 600 agli attuali 5.000 euro); riduzione dei tempi di pagamento da da 6 a 2 mesi.

Gli incentivi previsti dal Conto termico 2.0

Gli incentivi sono regolati da contratti di diritto privato tra il GSE e il Soggetto Responsabile. Gli incentivi sono corrisposti dal GSE nella forma di rate annuali costanti della durata compresa tra 2 e 5 anni, a seconda della tipologia di intervento e della sua dimensione, oppure in un’unica soluzione, nel caso in cui l’ammontare dell’incentivo non superi i 5.000 euro. Gli incentivi sono nella misura di:
– fino al 65%della spesa sostenuta per gli nZEB.
– fino al 40% per gli interventi di isolamento di muri e coperture,…
– fino al 50% per gli interventi di isolamento termico nelle zone climatiche e/f fino al 55% in caso di isolamento termico e sostituzione delle chiusure finestrate se abbinati ad altro impianto (per esempio caldaia a condensazione)
– fino al 65% per pompe di calore, caldaia e apparecchi a biomassa, sistemi ibridi a pompe di calore e impianti solari termici.
– il 100% delle spese per la Diagnosi Energetica e per l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) per le PA, e il 50% per i soggettivi privati.

Interventi incentivabili

ci sono due tipi di interventi soggetti all’incentivazione e sono:

1) interventi di incremento dell’efficienza energetica in edifici esistenti (riservati alle PA)

efficientamento dell’involucro:
– coibentazione pareti e coperture;
– sostituzione serramenti;
– installazione schermature solari;
– trasformazione degli edifici esistenti in “nZEB”;
– illuminazione d’interni;
– tecnologie di building automation.

2) interventi di piccole dimensioni di produzione di energia termica e di sistemi ad al alta efficienza

Sostituzione di impianti esistenti con generatori alimentati a fonti rinnovabili:

– pompe di calore, per climatizzazione anche combinata per acqua calda sanitaria;
– caldaie, stufe e termocamini a biomassa;
– sistemi ibridi a pompe di calore.

Installazione di impianti solari termici anche abbinati a tecnologia solar cooling per la produzione di freddo.

Questi interventi dovranno essere realizzati utilizzando esclusivamente apparecchi e componenti di nuova costruzione e dimensionati in funzione dei reali fabbisogni di energia energia termica.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: http://www.gse.it/it/Conto%20Termico/Conto%20Termico%202.0/Pagine/default.aspx

Nella sezione Guide si può anche trovare e consultare il Decreto interministeriale del 16/02/2016.

INCENTIVI FER ELETTRICHE DM 23 LUGLIO 2016 (Fer elettriche diverse dal fotovoltaico)

Il Decreto Ministeriale 23 giugno 2016 incentiva la produzione di energia elettrica da impianti a fonti rinnovabili diversi dal fotovoltaico, entrati in esercizio dal 1° gennaio 2013 e riguarda i nuovi impianti, quelli integralmente ricostruiti, riattivati, oggetto di interventi di potenziamento o di rifacimento.
Il Decreto sostituisce il precedente meccanismo di incentivazione individuato dal DM 6 luglio 2012, ma potranno beneficiare delle vecchie tariffe gli impianti che presenteranno richiesta di accesso diretto agli incentivi ai sensi del DM 23 giugno 2016 o risulteranno ammessi in posizione utile ai Registri del medesimo Decreto, purché entrati in esercizio entro il 29 giugno 2017. Sono esclusi da tale possibilità gli impianti solari termodinamici e quelli aggiudicatari di Procedura d’Asta.

Accesso agli incentivi
Il Decreto definisce quattro diverse modalità di accesso agli incentivi, a seconda della potenza dell’impianto e della categoria di intervento: 1) l’accesso diretto; 2) l’iscrizione ai Registri, in posizione tale da rientrare nei contingenti annui di potenza incentivabili, nel caso di interventi di nuova costruzione, integrale ricostruzione, riattivazione o potenziamento con potenza superiore a quella massima ammessa per l’accesso diretto agli incentivi e non superiore al valore di soglia oltre il quale è prevista la partecipazione a procedure di Aste competitive al ribasso; 3) l’iscrizione a Registri per gli interventi di rifacimento, in posizione tale da rientrare nei relativi contingenti annui di potenza incentivabile, nel caso di rifacimenti di impianti la cui potenza successiva all’intervento è superiore a quella massima ammessa per l’accesso diretto; l’aggiudicazione delle procedure competitive di Asta al ribasso, gestite dal GSE esclusivamente per via telematica, nel caso di interventi di nuova costruzione, integrale ricostruzione, riattivazione o potenziamento con potenza superiore a un determinato valore di soglia (10 MW per gli impianti idroelettrici, 20 MW per gli impianti geotermoelettrici e 5MW per gli altri impianti a fonti rinnovabili);

Gli impianti più piccoli hanno diritto all’accesso diretto. Tale procedura è possibile nel caso di interventi di nuova costruzione, integrale ricostruzione, riattivazione o potenziamento con potenza non superiore ad un determinato limite (art. 4 comma 3), per determinate tipologie di fonte o per specifiche casistiche. Il limite di potenza è fino a 60 kW per gli impianti eolici e alimentati dalla fonte oceanica; 250 kW per gli impianti idroelettrici che rientrano in una delle seguenti casistiche: realizzati su canali o condotte esistenti, senza incremento né di portata derivata dal corpo idrico naturale né del  periodo in cui ha luogo il prelievo; utilizzanti acque di restituzioni o di scarico di utenze esistenti senza modificare il punto di restituzione o di scarico; utilizzanti salti su briglie o traverse esistenti senza sottensione di alveo naturale o sottrazione di risorsa; utilizzanti parte del rilascio del deflusso minimo vitale al netto della quota destinata alla scala di risalita, senza sottensione di alveo naturalei; fino a 200 kW per gli impianti alimentati a biomassa di tipo A e B; fino a 100 kW per gli impianti alimentati a biogas e per gli impianti termodinamici.

Tipologia di incentivi

Il Decreto stabilisce che gli incentivi siano riconosciuti sulla produzione di energia elettrica netta immessa in rete dall’impianto. L’energia elettrica autoconsumata non ha pertanto accesso agli incentivi.  Il Decreto prevede due distinti meccanismi incentivanti, individuati sulla base della potenza, della fonte rinnovabile e della tipologia dell’impianto:

A) una tariffa incentivante omnicomprensiva per gli impianti di potenza fino a 0,500 MW, calcolata sommando alla tariffa incentivante base gli eventuali premi a cui l’impianto ha diritto. Il corrispettivo erogato comprende anche la remunerazione dell’energia che viene ritirata dal GSE;

B) un incentivo per gli impianti di potenza superiore a 0,500 MW, calcolato come differenza tra la tariffa incentivante base – a cui vanno sommati eventuali premi a cui l’impianto ha diritto – e il prezzo zonale orario dell’energia. L’energia prodotta resta nella disponibilità del produttore.

PER SAPERNE DI PIU’

SCAMBIO SUL POSTO

Descrizione
Lo scambio sul posto (SSP) è una delle modalità possibili di “valorizzazione” dell’energia elettrica prodotta dagli impianti da fonti rinnovabili (l’altra modalità è la vendita dell’energia prodotta). Si tratta di un servizio disponibile su richiesta degli interessati, che viene erogato dal Gestore dei Servizi Elettrici (G.S.E.).
L’SSP, secondo la definizione presente sul sito del GSE “consente all’utente che abbia la titolarità o la disponibilità di un impianto, la compensazione tra il valore associabile all’energia elettrica prodotta e immessa in rete e il valore associabile all’energia elettrica prelevata e consumata in un periodo differente da quello in cui avviene la produzione.” Il contributo, che viene erogato dal GSE, è definito contributo in conto scambio.
Lo SSP viene stipulato con una convenzione tra l’utente ed il GSE. Tale convenzione ha durata annuale ed è tacitamente rinnovabile.

Impianti assoggettabili al regime di SSP
a) alimentati da fonti rinnovabili di potenza fino a 20 kW;
b) alimentati da fonti rinnovabili di potenza fino a 200 kW (se entrati in esercizio dopo il 31 dicembre 2007); questo limite non si applica nel caso in cui l’utente dello scambio sia il Ministero della Difesa o un soggetto mandatario del Ministero stesso;
c) di cogenerazione ad alto rendimento di potenza fino a 200 kW.

Normativa di riferimento
Deliberazione dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (A.E.E.G.) n. 74/2008 “Testo Integrato delle modalità e delle condizioni tecnico-economiche per lo Scambio sul Posto (TISP)”.

Per maggiori informazioni
Portale del GSE, sezione FAQ sull’SSP (vai).

RITIRO DEDICATO DELL'ENERGIA ELETTRICA

Descrizione
Il ritiro dedicato è una modalità di cessione dell’energia elettrica prodotta dagli impianti da fonti rinnovabili. Tale modalità è semplificata rispetto ad altre tipologie di cessione in rete (come gli accordi bilaterali o la vendita diretta in borsa) ed è solitamente attuata dagli impianti di piccole e medie dimensioni.
Il valore dell’energia elettrica immessa in rete è definito dall’AEEG e può essere trovato a questo link.

Tali valori sono rivalutati annualmente applicando ai valori in vigore nell’anno solare precedente, il tasso di variazione annuale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati rilevato dall’Istat, con arrotondamento alla prima cifra decimale secondo il criterio commerciale.

Normativa di riferimento
Deliberazione AEEG n. 280/07: modalità e condizioni economiche per il ritiro dell’energia elettrica ai sensi dell’articolo 13, commi 3 e 4 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387.
Deliberazione AEEGSI 522/14

Per maggiori informazioni
Portale del GSE, sezione FAQ sul ritiro dedicato (vai).

FONDO KYOTO per l'efficienza energetica nelle scuole

E’ stata prorogata al 30 giugno 2018, quindi di un anno, la scadenza per la presentazione delle domande per gli interventi di efficientamento energetico degli edifici scolastici. Il decreto di proroga, il DM 169 del 27 giugno 2017 è scaricabile a questo link.

Il bando prevede finanziamenti agevolati allo 0,25%, a valere sulle risorse del “Fondo rotativo di Kyoto”, destinati ai soggetti pubblici che realizzini progetti di riqualificazione energetica degli edifici scolastici di ogni ordine e grado, dagli asili alle università. Il Fondo consente di finanziare anche opere di adeguamento alla normativa antisismica, fino ad un massimo del 50% del valore del progetto.

Per il ministro Galletti, “la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio pubblico italiano rientra nelle politiche di efficienza che stiamo portando avanti, in linea con gli impegni presi nell’accordo di Parigi e ribaditi al G7 Ambiente di Bologna. Puntare sulle scuole – conclude Galletti – significa investire su strutture più accoglienti, funzionali e sicure, vuol dire scegliere un futuro più sostenibile per i nostri figli”.

CERTIFICATI BIANCHI

I Certificati bianchi, tecnicamente denominati Titoli di Efficienza Energetica (TEE), sono un sistema di incentivazione degli interventi di risparmio energetico. Il meccanismo dei certificati bianchi è stato introdotto dai decreti ministeriali 24 aprile 2001, successivamente sostituiti dai decreti ministeriali 20 luglio 2004 e aggiornati dal decreto ministeriale 21 dicembre 2007 e dal D.Lgs 30 maggio 2008, n.115/08.
I TEE attestano il risparmio conseguito attraverso interventi di efficientamento e possono essere commercializzati. Un certificato bianco equivale al risparmio di un TeP (Tonnellata Equivalente di Petrolio).
Annualmente, l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas stabilisce l’obiettivo di risparmio energetico che ogni distributore di energia elettrica e di gas naturale deve conseguire attraverso la realizzazione di interventi finalizzati alla riduzione dei consumi energetici nell’utenza finale. Gli interventi di risparmio possono essere messi in atto dagli operatori stessi, anche tramite società controllate, o da ESCO.
Le società di distribuzione sono obbligate a conseguire gli obiettivi di risparmio annuo e possono farlo o acquisendo i TEE attraverso la realizzazione diretta di interventi di miglioramento dell’efficienza energetica oppure acquistandoli da società terze.
La compravendita dei Certificati bianchi può avvenire sia tramite contratti bilaterali sia in un mercato apposito istituito dal GME.

Normativa di riferimento:
Delibera EEN 9/11 dell’AEEG Aggiornamento, mediante sostituzione dell’Allegato A alla deliberazione dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas 18 settembre 2003, n. 103/03 e successive modifiche ed integrazioni, in materia di Linee guida per la preparazione, esecuzione e valutazione dei progetti di cui all’articolo 5, comma 1, dei decreti ministeriali 20 luglio 2004 e s.m.i. e per la definizione dei criteri e delle modalità per il rilascio dei titoli di efficienza energetica

Per maggiori informazioni:
Sezione del portale dell’Enea dedicato ai TEE (vai)
Quinto Rapporto Annuale sul meccanismo dei titoli di efficienza energetica – Situazione al 31 maggio 2010 pubblicato il 23 marzo 2011 dall’AEEG (leggi)

Ultimo aggiornamento: 09 novembre 2011

CREDITO SPORTIVO - Scadenza 31/12/2018

L’istituto per il Credito Sportivo, con il Protocollo d’Intesa sottoscritto il 24 maggio 2018 con ANCI, ha messo a disposizione degli Enti locali 18 milioni di euro di contributi per ABBATTERE TOTALMENTE GLI INTERESSI di 100 milioni di euro di mutui a tasso fisso, della durata di 15 anni, da stipulare obbligatoriamente entro il 31/12/2018.

I progetti definitivi o esecutivi per i quali è possibile richiedere l’ammissione a contributo devono essere relativi a: costruzione, ampliamento, attrezzatura, miglioramento, ristrutturazione, efficientamento energetico, completamento e messa a norma di impianti sportivi e/o strumentali all’attività sportiva, anche a servizio delle scuole, ivi compresa l’acquisizione delle aree e degli immobili destinati all’attività sportiva.

I beneficiari potranno distribuire le agevolazioni ottenute anche su mutui di durata fino a 25 anni.

Ciascun mutuo potrà godere del totale abbattimento degli interessi sino all’importo massimo di € 2 milioni.

I piccoli Comuni (fino a 5.000 abitanti) potranno ottenere il totale abbattimento degli interessi, su uno o più mutui, sino all’importo massimo complessivo di 2 milioni di euro, i Comuni medi (da 5.001 a 100.000,00 abitanti non capoluogo) le Unioni dei Comuni e i Comuni in forma associata sino all’importo massimo complessivodi 4 milioni di euro ei Comuni capoluogo, i Comuni oltre i 100.000,00 abitanti non capoluogo e le Città Metropolitanesino all’importo massimo complessivo di  6 milioni di euro. Gli importi di mutuo eccedenti i predetti limiti saranno concessi a tassi agevolati da un contributo in conto interessi dello 0,70%.

Le istanze potranno essere presentate all’indirizzo PEC icsanci2018@legalmail.it a partire dalle ore 10,00 del 05/07/2018 e non oltre le ore 24,00 del 05/12/2018.

Ciascuna istanza dovrà essere relativa ad un solo progetto o lotto funzionale e sarà esaminata con procedura a sportello ed ammessa a contributo fino ad esaurimento delle risorse stanziate.

I progetti, definitivi o esecutivi, per essere ammessi a contributo devono essere muniti di parere favorevole rilasciato dal CONI, le istanze presentate potranno contenere la semplice richiesta del parere al CONI che però dovrà essere necessariamente acquisito e trasmesso via PEC entro le ore 24:00 del 17 dicembre 2018 (si consiglia di attivarsi il prima possibile per il rilascio del parere all’indirizzo web http://cis.coni.it).

Per maggiori informazioni: http://www.creditosportivo.it/banditassozero/sportmissionecomune2018.html